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Disturbi depressivi

La depressione come fenomeno appare di non facile definizione, in quanto indissolubilmente legata al concetto di umore, inteso come dimensione complessiva della vita psichica dell’uomo, nella quale confluiscono aspetti emozionali, affettivo/sentimentali, cognitivi, temporali, motivazionali e motori (Vella, Siracusano, 1994) che, se così si può dire, “colora di sé” tutta la vita dell’individuo, costituendo una sorta di griglia percettiva ed elaborativa con cui si dà significato alla realtà. Esiste una linea di continuità che collega la depressione alla tristezza, esperienza comune dell’uomo, che in questo caso potremmo definire il polo fisiologico di un continuum che ha all’estremo opposto la depressione. Analogo procedimento potremmo fare per il dolore, anche esso noto all’uomo, e che rappresenta a sua volta, assieme alla tristezza, uno dei nuclei centrali della depressione. Il lutto, inteso come processo psichico che fa seguito alla perdita, ci offre una cornice di riferimento utile a differenziare tristezza e dolore fisiologici da tristezza e dolore patologici, depressivi. Tale diagnosi differenziale ha una sua importanza cruciale in almeno due direzioni: da una parte è importante sapere riconoscere aspetti “sani” della tristezza e del dolore, e il loro significato evolutivo-adattativo (reazione d’altro canto è fondamentale saper riconoscere la qualità diversa del dolore e della tristezza in alcune forme cliniche in cui gli altri aspetti non siano d’aiuto per la diagnosi. La qualità che fa traghettare dolore e tristezza nella depressione può essere riconosciuta nella loro pervasività, nell’interessare psiche e soma allo stesso modo, nella loro fissità, nel non essere più modificabili dalle situazioni esterne, tristi o liete, nell’intensità del dolore, che tende a congelare vissuti psichici e somatici in un unico blocco, privo di spinta evolutiva. La depressione come sindrome comprende una serie di segni e sintomi, psichici e somatici, che possono ritrovarsi uniti in diverse presentazioni cliniche. Nel corso degli anni, tali quadri clinici sono stati denominati, a seconda dei loro aspetti più caratteristici, in diverso modo: depressione endogena e psicogena, endogena e reattiva, nevrotica, nevrosi depressiva, depressioni da esaurimento, depressione melanconica, depressione sintomatica di psicosi.